L’Imu va pagata nell’anno di riferimento

Casa

Ho acquistato una casa nel febbraio 2019, sono in separazione di beni ed ho ancora la residenza nella casa intestata a mia moglie nello stesso Comune.

1. La mia casa è considerata seconda casa?
2. Posso solo spostando il domicilio (e non la residenza) evitare di pagare l’Imu?
3. Entro giugno 2019 avrei dovuto pagare anche io l’acconto Imu o dovrò farlo l’anno prossimo perché l’Imu si paga l’anno successivo rispetto all’anno che matura (come Irpef con 730)?
4. Nel caso debba pagare questo anno, come faccio a sapere quale è l’importo (comprensivo di eventuale sanzione per il ritardo)?

Il contribuente dovrà considerare l’abitazione come immobile a disposizione in quanto la normativa prevede espressamente che per abitazione principale si intende quella dove il possessore ha stabilito sia la residenza anagrafica che la dimora abituale.

Fintanto che non si sposterà la residenza anagrafica l’immobile sarà quindi assoggettato ad Imu. L’Imu va pagata nell’anno, con rata di acconto al 16 giugno e rata di saldo, per l’imposta complessivamente dovuta nell’anno, al 16 dicembre, computando per intero il mese in cui il possesso si è protratto per almeno 15 giorni. Pertanto il lettore dovrà corrispondere l’Imu a partire dal mese di marzo. Il suo Comune ha disciplinato nel regolamento generale delle entrate le ipotesi di ravvedimento lungo, che vanno oltre l’anno dall’omissione di versamento. La sanzione da applicare dipende da quando avviene la regolarizzazione.

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